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Emozione ancora palpabile dopo l'incontro di ieri sera con Erri De Luca

Al Palazzo della Comunità di Cittaducale si è discusso di montagna e di passioni, e dell'ambiente come risorsa anche formativa da legare alle vocazioni del nostro territorio. Ringrazio il sindaco Leonardo Ranalli per l'invito e posto di seguito "Mare Nostrum", la preghiera laica composta a Lampedusa con cui lo scrittore ha concluso la serata, perché anche chi non era presente possa sentire sulla pelle la memoria di una ferita che non può essere rimarginata.


Mare nostro che non sei nei cieli
e abbracci i confini dell’isola e del mondo,
sia benedetto il tuo sale,
sia benedetto il tuo fondale.
Accogli le gremite imbarcazioni
senza una strada sopra le tue onde,
i pescatori usciti nella notte,
le loro reti tra le tue creature,
che tornano al mattino con la pesca
dei naufraghi salvati.

Mare nostro che non sei nei cieli,
all’alba sei colore del frumento,
al tramonto dell’uva di vendemmia,
ti abbiamo seminato di annegati
più di qualunque età delle tempeste.

Mare nostro che non sei nei cieli,
tu sei più giusto della terraferma,
pure quando sollevi onde a muraglia
poi le abbassi a tappeto.
Custodisci le vite, le visite cadute
come foglie sul viale,
fai da autunno per loro,
da carezza, da abbraccio e bacio in fronte
di madre e padre prima di partire.

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